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Tuscia in Jazz Festival
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Aldo Bassi Trio all’Osteria del Jazz. |
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Il 19 febbraio alle ore 20.30 presso l’Osteria San Pellegrino di Viterbo si terrà il secondo appuntamento della rassegna “Osteria del Jazz” organizzata dal locale insieme al Tuscia in Jazz Festival. Dopo il successo del primo appuntamento a gennaio con Flavio Boltro e Leonardo Corradi, dove si è registrato il tutto esaurito già quattro giorni prima del concerto, gli organizzatori per il secondo appuntamento presentano un altro grande trombettista italiano Aldo Bassi. Una delle formazioni storiche di “pianoless” fu negli anni 50 quella del trombettista statunitense Chet Baker che insieme al la voce del sax baritono di Gerry Mulligan diede vita allo storico “pianoless quartet”. L’assenza del pianoforte conferiva al quartetto un suono nuovo ed interessante ed offriva ai solisti una maggiore libertà armonica. Proprio questa libertà ricercata anche da Aldo Bassi contraddistingue il progetto del trio, che comprende un repertorio di brani originali e standard arrangiati in chiave moderna. Aldo Bassi è un trombettista e compositore jazz, nato a Roma.
Sin dall’età di 7 anni studia musica, iniziando con pianoforte classico per poi scegliere all’età di 10 anni di suonare la tromba. La prima esperienza come professionista arriva nel 1976 con il Gruppo Cameristico Aureliano diretto da Paolo Ciardi, con il quale tiene concerti a Roma e nel Lazio. Nel 1980 ha suonato il "Don Giovanni" di Strauss con l'Orchestra Sinfonica di Cagliari. Nel 1981 consegue il diploma in tromba presso il Conservatorio di Musica Santa Cecilia di Roma sotto la guida del Maestro Carlo Uva e dal 1982, dopo il servizio di leva, continua ad approfondire le conoscenze tecniche con il Maestro Alberto Corvini e i diversi stili di fraseggio Jazz con Oscar Valdambrini. E’ in questo periodo che viene chiamato a ricoprire il ruolo di prima tromba nella Saint Louis Big Band diretta da Bruno Biriaco, con la quale ha collaborato poi per molti anni. Questa esperienza segna in modo definitivo il suo passaggio al mondo del Jazz. Ha collaborato con alcuni tra i più importanti musicisti jazz della scena Italiana ed Internazionale quali: Roberto Gatto, Maurizio Giammarco, Rosario Giuliani, Enrico Rava, Stefano Di Battista, Danilo Rea, Tullio De Piscopo, Donald Harrison, Gary Bartz, Steve Turre, Steve Grossman, George Garzone, Rick Margitza, Benny Golson , Mike Stern, Kenny Wheeler, Maria Schnaider, Bill Holmann. E’ uno dei componenti della Parco della Musica Jazz Orchestra dell’auditorium di Roma. Ha insegnato per anni nelle migliori scuole di jazz di Roma. Dal 2004 insegna tromba e trombone jazz e musica d’insieme jazz al conservatorio di Frosinone. Ad accompagnarlo ci saranno due affermati musicisti del panorama nazionale come Stefano Nunzi al contrabbasso e Pietro Iodice alla batteria. Stefano Nunzi ha collaborato con: Maurizio Giammarco, Carlo Atti, Walter Blending, Vincent Herring, Vince Benedetti, Mario Raja, Pietro Lussu, Max Ionata, Enrico Bracco, Luca Mannutza, Lorenzo Tucci, Eddy Palermo. Pietro Iodice invece vanta collaborazioni con: Massimo Urbani, Pippo Matino, Art Farmer, Jimmy Woody, Benny Golson, Rick Margitza, John Patitucci, Jerry Bergonzi, Phil Woods, M. Griffith, Bob Mover, Cedar Walton, Joey Calderazzo, Tony Scott, Ronnie Cuber, Martial Solail, Kenny Wheeler, Bob Mintzer, Jack Walrath. L’ingresso alla serata, che avrà inizio alle ore 20.30, sarà di euro 35,00 compresa la cena. Info e prenotazioni 0761 321632 oppure 345 2656773. |
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Tuscia in Jazz presenta Ronciglione jazz spring festival. |
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Venerdì 15 gennaio si è tenuto un incontro tra il direttore del Tuscia in Jazz Italo Leali, il Sindaco di Ronciglione Massimo Sangiorgi e l’assessore al Turismo Giuseppe Duranti per organizzare durante il periodo di pasqua il Ronciglione Jazz Spring Festival. La manifestazione dal 2 al 5 aprile porterà nella cittadina lacustre oltre 30 concerti in quattro giorni con star del panorama nazionale ed internazionale. “Da un anno con l’assessore Duranti ed il sindaco Sangiorgi – dichiara Italo Leali direttore del Tuscia in Jazz - parlavamo dell’ipotesi di realizzare di nuovo a Ronciglione una parte del festival. Dopo vari incontri tra amministrazione ed operatori turistici abbiamo deciso che forse il periodo di pasqua poteva essere la migliore delle soluzioni. L’evento che prenderà il nome di Ronciglione Jazz Spring Festival e che avrà ricorrenza annuale riporterà il Tuscia in Jazz nella sua città natale. Sono grato al sindaco Sangiorgi e all’assessore Duranti di aver voluto riportare il festival a Ronciglione e come direttore artistico e ronciglionese prometto che io e l’organizzazione del festival faremo del tutto per rendere omaggio alla città con un evento degno del suo nome. Nei prossimi giorni definiremo tutti i particolari dell’evento, posso intanto anticipare che tra gli artisti presenti al festival ci saranno nomi come Roy Paci, Flavio Boltro, Giovanni Mirabassi, Maria Neckman, Nir Felder, Aaron Parks, Thomas Morgan, Colin Stanahan, Giorgio Rosciglione, Hot Trio di Gianni Giudici, Lucio Ferrara, Gegè Munari, Massimo Davola e molte giovani promesse del jazz italiano come Leonardo Corradi, Domenico Sanna, Marco Valeri, Fabio Rotondo, Francesco Mascio e molti altri. I concerti, che si terranno durante tutto l’arco della giornata, vedranno coinvolte tutte le strutture presenti a Ronciglione come il Teatro Petrolini, la Sala del Collegio, ristoranti, bar e club. Un ringraziamento particolare va inoltre allo sponsor ufficiale la Grappa Zanin e agli albergatori di Ronciglione che hanno voluto con forza l’evento.” Durante il periodo della rassegna saranno inoltre presentati i dischi della Tuscia in Jazz Live prodotti dalla MMC Produzioni in collaborazione con il festival e nuovi progetti di giovani artisti. Ma protagonista della manifestazione non sarà solo la musica. In collaborazione con l’assessorato all’agricoltura di Ronciglione verranno infatti anche realizzate una serie di degustazioni durante tutto l’arco del festival. Al fine di promuovere l’evento gli albergatori offriranno dei pacchetti turistici che permetteranno oltre al pernottamento anche l’accesso ai concerti a prezzi scontati. I biglietti e gli abbonamenti, per i concerti a pagamento, appena pronto il programma saranno acquistabili presso la Pro-Loco di Ronciglione o direttamente sul sito www.tusciainjazz.it attraverso paypal o carta di credito. Info 393 9511130 |
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Leonardo Corradi Special Guest Flavio Boltro all'Osteria del Jazz |
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Dopo il successo ottenuto con l’evento Gospel sulla Via Francigena in collaborazione con il Roma Gospel Festival il Tuscia in Jazz ritorna ad inizio anno con un grande evento. Venerdì 8 gennaio presso l’Osteria San Pellegrino di Viterbo debutterà la rassegna Osteria del Jazz. Il primo concerto di questo nuovo appuntamento del Tuscia in Jazz porterà nella città dei Papi il grande jazz italiano. Protagonista della serata saranno il giovanissimo talento Leonardo Corradi ed uno dei più rappresentativi jazzisti italiani, per la prima volta a Viterbo, Flavio Boltro. Il trombettista torinese infatti mai prima d’ora di era esibito nel capoluogo viterbese. “ Questo nuovo appuntamento del festival – dichiara Italo Leali direttore del Festival – nasce quasi per caso. Con Alberto Meloni proprietario dell’Osteria San Pellegrino abbiamo deciso di dare vita a questa rassegna convinti, che anche gli amanti di questa musica di Viterbo, meritassero dei concerti con i grandi interpreti senza bisogno di doversi recare in provincia o fuori.” Il trio sarà composto da Leonardo Corradi all’hammond, Flavio Boltro alla tromba e Fabio Rotondo alla batteria. Leonardo Corradi nato nel 1992 a Sarzana e residente a La Spezia, a soli 17 anni rappresenta uno delle migliori nuove realtà del jazz italiano. Un vero talento precoce. A 2 anni inizia a suonare la batteria. Ad 8 anni si avvicina al pianoforte e subito vince una borsa di studio ad un concorso per giovani musicisti dove si classifica secondo. Nel 2004, a soli 12 anni, assiste grazie al padre Andrea ad un concerto del grande Jimmy Smith e da quel momento si dedica solo all'hammond. Studia con Alberto Marsico, Joey De Francesco e Tony Monaco. A quest'ultimo si lega particolarmente diventandone il pupillo. Nel 2009 partecipa a due premi. Il primo a Genova il Light House dove si aggiudica il primo posto ed al Jimmy Woode Award al Tuscia in Jazz Festival, dove malgrado la giovane età e la presenza di molti artisti provenienti da tutto il mondo, si classifica al secondo posto come band e viene nominato miglior talento al premio da una giuria composta da: Kenny Barron, Tony Monaco, Eddie Gomez, Dado Moroni, Bobby Watson, Ray Mantilla, Flavio Boltro, Shawnn Monteiro, Don Lucof, Antonio Ciacca, Eddy Palermo, Karl Potter, Giorgio Rosciglione, Gege Munari, Francisco Mela ed Italo Leali. Quest'ultimo direttore del Tuscia in Jazz ne rimane talmente entusiasta e decide insieme al direttore artistico dell'etichetta Tuscia in Jazz Live Mauro Dolci di produrre il suo primo disco. Da prima lo fà studiare con Eddie Gomez e Tony Monaco. In seguito lo porta in tour con Karl Potter & Funk It Up in importanti festival come: Narni Black Festival, Ischia Jazz e Tuscia in Jazz Festival dove subito entusiasma il pubblico ricevendo importanti apprezzamenti da esperti del settore. A settembre inizia invece la registrazione del suo primo disco. Mauro Dolci, che ne curerà la direzione, ed Italo Leali gli affiancano artisti come: Abraham Burton, Tony Monaco, Eddy Palermo, Gege Munari, Massimo Davola e Fabio Rotondo. Flavio Boltro nasce a Torino il 5 maggio 1961. A 13 anni, si iscrive al Conservatorio, dove si reca un giorno alla settimana per prendere lezioni da Carlo Arfinengo (1a tromba dell’Orchestra Sinfonica di Torino). Una volta diplomato, la sua vita sarà segnata da due momenti importanti, che coincidono con l'incontro di due formazioni che saranno per lui l'occasione di farsi conoscere e apprezzare. La prima è LINGOMANIA famoso quintetto, formato da Roberto Gatto alla batteria, Furio Di Castri al contrabbasso, Giammarco al sax, Umberto Fiorentino alla chitarra e Flavio alla tromba. Questo gruppo acustico dalla matrice e dalle sonorità elettriche rappresenta una novità per quegli anni e raggiunge il grande successo in Italia, aggiudicandosi, per due volte consecutive, il premio per il Miglior Disco e il titolo di Miglior Gruppo dell'Anno. Parallelamente, incomincia a ricevere diverse richieste di collaborazione, in particolare da Steve Grossman, con il quale si esibisce regolarmente. « All'epoca in Italia c'erano 2000 club; io ci suonavo spesso con Steve ma mi esibivo anche ai festival internazionali in quintetto con Cedar Walton, Billy Higgins e David Williams alla sezione ritmica. E, poco prima che si terminasse l'esperienza con i Lingomania, con Clifford Jordan e Jimmy Cobb. Ho tenuto anche due concerti con Freddie Hubbard a Umbria Jazz oltre a quelli di Torino e di Milano. » La seconda formazione decisiva è il trio costituito insieme a Manu Roche alla batteria e a Furio Di Castri al contrabbasso a cui successivamente si aggiunge anche Joe Lovano. Nel 1994, Laurent Cugny, che ha appena preso le redini dell’ONJ, è alla ricerca di un trombettista e di un sassofonista: la sua scelta ricade proprio su Flavio Boltro e sul suo compagno di gioventù Stefano Di Battista. E un anno prima della conclusione della sua esperienza con l’ONJ, Flavio entrerà a fare parte del sestetto di Michel Petrucciani. Fabio Rotondo energico batterista di Cajanello, scoperto dal Tuscia in Jazz questa primavera in soli 7 mesi ha già suonato con importanti artisti del panorama nazionale ed internazionale come Shawnn Monteiro, Tony Monaco che lo ha voluto nel suo trio italiano, Flavio Boltro, Ray Mantilla, Karl Potter, Abrahm Burton, Massimo Davola solo per citarne alcuni. Ingresso alla serata comprensivo di cena euro 35,00. info e prenotazioni 393 9511130 |
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